Trentamila piedi quadrati di Backrooms sono una quantità notevole di giallo da costruire intenzionalmente. L’horror YouTube di Kane Parsons diventa un lungometraggio A24, previsto nei cinema statunitensi il 29 maggio, e la produzione ha trasformato i suoi spazi inquietanti in set attraversabili davvero.
A 20 anni, Parsons debutta nel lungometraggio con un progetto nato come horror found footage online. La domanda interessante è se un’atmosfera efficace in una scheda del browser possa sopravvivere al passaggio in sala senza diventare soltanto una visita guidata a uffici molto inquietanti.
Da YouTube a un luogo fisico
Nel resoconto del 26 aprile dal CCXP Mexico, distribuito anche su IMDb, The Hollywood Reporter descrive il set di 30.000 piedi quadrati e il passaggio di Parsons dalla serie web del 2022 al ruolo di più giovane regista di un lungometraggio A24. La scala colpisce già senza definirlo il più grande set horror mai costruito o indovinare un budget non dichiarato.
Parsons non ha inventato dal nulla l’intero concetto di Backrooms. Il suo lavoro è un’interpretazione di un’idea horror di internet che già invitava altri a immaginarne gli spazi. La sua serie Kane Pixels ha dato all’idea un linguaggio visivo preciso: presunte registrazioni di un posto in cui non avresti dovuto arrivare.
La distinzione aiuta a capire la sfida. Adattare la propria serie è già un lavoro. Farlo mentre il pubblico porta in testa molte altre versioni dello stesso luogo immaginario è un incarico più affollato, anche quando le stanze sono vuote.
Una porta nello showroom di mobili
La sinossi ufficiale A24 mantiene compatta la premessa: un’insolita porta appare nel seminterrato di uno showroom di mobili. Il film è diretto da Parsons, scritto da Will Soodik e interpretato da Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve.
Il teaser ufficiale annuncia l’uscita del 29 maggio. A questo punto, trailer e racconti della produzione sono la base dell’attesa. Non equivalgono ad avere visto il film finito.
Mettere l’ingresso accanto a uno spazio commerciale quotidiano è particolarmente efficace. In un seminterrato ti aspetti scorte, scaffali abbandonati o le pratiche meno amate dal responsabile. Una dimensione è un problema d’inventario più serio.
Perché costruire il labirinto?
Il resoconto di Reporte Indigo dell’incontro del 25 aprile descrive Parsons mentre parla dell’importanza dei set tangibili, dell’estetica analogica e dell’influenza dei documentari amatoriali e di giochi come Portal. Suggerisce uno sforzo deliberato per far sentire lo spazio immaginario come qualcosa incontrato, non soltanto illustrato.
Un set fisico non rende automaticamente spaventoso un film. Offre rapporti spaziali con cui attori e camera possono lavorare: un angolo blocca la vista, un corridoio continua oltre una porta e qualcuno deve attraversare quella distanza. Lo spettatore può iniziare a cercare di capire il luogo.
È questo, per me, il fascino del labirinto come premessa. Se uno spazio sembra avere regole, continui a cercare l’uscita. Se tutto può cambiare arbitrariamente a ogni secondo, mapparlo diventa inutile. Un corridoio plausibile può dare più problemi di una spettacolare esplosione d’impossibilità.
Lo strano conforto dell’horror liminale
Le Backrooms attingono a una sensazione familiare: un corridoio d’albergo quando tutti dormono, un ufficio con le luci ancora accese, una sala d’attesa senza nessuno in attesa. Gli oggetti, presi da soli, hanno senso. L’assenza intorno no.
Non serve proclamarla l’unica estetica dominante del 2026 per capire perché circoli bene online. Una breve immagine può lasciare spazio allo spettatore per aggiungere la parte peggiore. Sembra meno l’ascolto di una storia di fantasmi e più il ritrovamento di qualcosa che potrebbe appartenerle.
C’è un fascino collegato nelle USB dead drop incorporate nei muri (in inglese): una superficie ordinaria sembra nascondere accesso a qualcos’altro. Una è un progetto artistico e l’altra una finzione horror, ma entrambe invitano a chiedersi cosa aspetti dall’altra parte.
La prova del lungometraggio deve ancora arrivare
Il cinema chiede un’attenzione diversa da un breve video web. Personaggi, ritmo e quantità di cose lasciate senza spiegazione conteranno quanto la carta da parati. Un set impressionante è un ingrediente promettente, non un verdetto.
Il gatto, naturalmente, dorme durante la discussione. I gatti entrano nelle stanze, fissano gli angoli, rifiutano di spiegarsi e se ne vanno. Da anni suggeriscono che in casa esista una dimensione aggiuntiva. Parsons ha convinto una produzione cinematografica a costruirne una.
Backrooms è previsto nei cinema statunitensi il 29 maggio 2026. Resta aperta la domanda su quanto funzionerà il film completo.
Traduzione italiana dell’articolo originale in inglese del 2026-04-27. Tradotto il 30 ottobre 2026 con assistenza IA; i riferimenti temporali restano quelli dell’originale.




