Come bevono i gatti: la piccola colonna d’acqua dietro ogni sorso

A grey-and-white cat drinking from a mint bowl in a pastel illustration.

Un gatto davanti alla ciotola sembra indaffarato senza fare granché. La lingua scatta, la superficie trema e il livello dell’acqua scende lentamente. A velocità normale è difficile vedere che cosa passi davvero dalla ciotola alla bocca.

Rallentando il movimento compare qualcosa di più strano: una sottile colonna di liquido collega per un istante la lingua all’acqua sottostante. Il gatto ne cattura una parte prima che crolli. La bevuta viene montata e smontata diverse volte al secondo.

La lingua tocca, poi si solleva

Nel loro studio del 2010 su Science, Pedro Reis, Sunghwan Jung, Jeffrey Aristoff e Roman Stocker hanno esaminato questa sequenza con riprese ad alta velocità e un modello fisico. La consueta esibizione davanti alla ciotola è diventata un problema misurabile.

La punta della lingua si piega all’indietro. La sua superficie superiore tocca il liquido e poi si ritrae rapidamente. L’acqua che vi aderisce comincia a salire insieme alla lingua. Altro liquido la segue, formando la colonna temporanea.

Immaginare la lingua come un cucchiaino può quindi portarci fuori strada. Il passaggio decisivo è il ritrarsi della lingua e il movimento del liquido che ne deriva. La bocca si chiude sulla colonna che sale; il resto ricade nella ciotola.

Una gara tra movimento verso l’alto e gravità

Il resoconto del MIT descrive l’equilibrio tra inerzia e gravità. L’inerzia fa sì che l’acqua in movimento continui a muoversi. La gravità la tira verso il basso. Per un breve intervallo dopo che la lingua si è sollevata, il movimento verso l’alto guadagna abbastanza terreno da consentire al gatto di raccogliere un sorso.

Se aspetta troppo, la colonna si spezza. Se chiude la bocca troppo presto, la colonna disponibile è più piccola. Il tempismo contribuisce all’efficacia del movimento.

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È allettante dire che il gatto «calcoli» l’istante perfetto. È una simpatica metafora, non una scoperta sull’aritmetica felina. I ricercatori hanno elaborato un modello del movimento. Il gatto ha continuato a bere senza consegnare i calcoli.

Perché costruire una lingua sostitutiva

Una videocamera può mostrare che due eventi si verificano insieme. Un modello fisico permette di modificare una parte del processo e osservare che cosa succede. Il gruppo ha usato un sostituto meccanico che si muoveva sopra un liquido per studiare la colonna in condizioni controllate.

Questo conta perché un gatto vivo è uno strumento di laboratorio poco collaborativo. Sceglie quando bere, cambia posizione e prima o poi se ne va. Un modello ripetibile può isolare il movimento che l’animale compie in una situazione molto più disordinata.

Lo studio ha confrontato anche gatti domestici e felini più grandi. I primi lambivano l’acqua circa quattro volte al secondo; lingue più grandi erano associate a ritmi più lenti. L’aspetto interessante è il rapporto tra dimensione e movimento, non un metronomo universale che ogni animale debba seguire.

Guarda lo spazio sopra la ciotola

La prossima volta osserva con discrezione lo spazio tra la bocca e la superficie. È lì che avviene l’azione utile, non soltanto dentro l’acqua. Una ripresa al rallentatore può aiutarti a seguirla, purché il gatto possa bere indisturbato.

È anche un buon motivo per distinguere un meccanismo da un consiglio. Uno studio sul movimento dei liquidi non stabilisce quale sia la ciotola migliore, quanto un gatto debba bere ogni giorno o perché la sua sete sia cambiata. Sono domande diverse. E una fotografia di ricerca in cui compare del latte non rende il latte una bevanda consigliata ai gatti.

Il nostro articolo sul riflesso di raddrizzamento segue un altro movimento familiare che diventa più interessante quando viene scomposto. In entrambi i casi, il piacere sta nel riconoscere una sequenza troppo rapida per uno sguardo distratto. Il tuo gatto probabilmente ne ha già eseguita qualcun’altra mentre leggevi.

Traduzione italiana dell’articolo originale in inglese del 2026-10-01. Tradotto il 29 ottobre 2026 con assistenza IA; i riferimenti temporali restano quelli dell’originale.

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