La prima semifinale dell’Eurovision si è conclusa a Vienna martedì 12 maggio. Mentre tutti mettono in ordine i propri preferiti, noi usiamo un sistema di catalogazione un po’ diverso: canzoni che potrebbero fare da colonna sonora a un corridoio alle tre di notte. Pop cristallino, voci teatrali, suoni familiari sistemati in luoghi inattesi. Il gatto è diventato un curatore di playlist decisamente particolare.
Queste sei scelte comprendono Belgio, Polonia, Svezia e Lituania, tutte confermate tra le qualificate della prima semifinale, oltre a Francia e Regno Unito, già ammessi di diritto alla finale. Questi ultimi due paesi si esibiranno durante la seconda semifinale di giovedì, prima di gareggiare nella finale di sabato.
«Liminale» è l’etichetta della nostra tavola d’ispirazione, non un genere ufficiale né una dichiarazione su come siano stati realizzati questi dischi. Per lo spettacolo sul palco di martedì c’è il nostro resoconto della prima semifinale (in inglese). Per un’area di servizio immaginaria con casse sospettosamente buone, continuate a leggere.
Regno Unito: LOOK MUM NO COMPUTER, Eins, Zwei, Drei
Sam Battle è un musicista elettronico e costruttore di strumenti, tra le cui invenzioni figura un organo di Furby. Nella presentazione ufficiale del brano racconta la sessione di scrittura sul suo sintetizzatore personalizzato Kosmo. L’idea della canzone è evadere dalla giornata lavorativa, con una generosa dose di assurdità.
Noi immaginiamo un ufficio illuminato al neon che scopre come le sue apparecchiature preferirebbero suonare in un gruppo. Il conteggio in tedesco in una proposta britannica contribuisce a quella sensazione di lieve spaesamento: ingredienti familiari, combinazione inattesa, una mensa che potrebbe essersi procurata una pista da ballo.
L’ambientazione liminale: un’area di servizio alle quattro del mattino, dove tre lingue condividono un cartello e la macchina del caffè ha avviato una carriera solista. Se parte del fascino sta nella musica fatta con cose che si possono toccare, il nostro articolo sul ritorno delle musicassette (in inglese) esplora un altro lato di questo affetto.
Belgio: ESSYLA, Dancing on the Ice
L’annuncio dell’emittente belga presenta Dancing on the Ice come elettropop, con un messaggio che invita a continuare a muoversi quando tutto sembra instabile. È una chiave di lettura più sensata della sua spinta al ballo rispetto al considerarla una ballata delicata e immobile.
L’immaginario ghiacciato regala alla nostra playlist il suo momento da palla di neve, ma questa palla di neve ha un ritmo. Ci piace la tensione fra una superficie precaria e l’ostinazione ad andare avanti. È un ingrediente utile per una colonna sonora fuori orario: movimento in avanti, appoggio incerto.
L’ambientazione liminale: una pista di pattinaggio vuota, con le luci ancora accese dopo che tutti sono tornati a casa. Ascoltate dalla pagina ufficiale dell’artista e decidete se alla vostra pista immaginaria serve una sfera da discoteca.
Polonia: ALICJA, Pray
ALICJA ha scritto Pray insieme a Weronika Gabryelczyk e Sinclair Alan Malcolm. L’annuncio di marzo dell’Eurovision descrive un brano personale sul percorso di un’artista, sulla fiducia nei sogni e sulla disponibilità al cambiamento, proposto da una cantante che lavora con influenze R&B e soul.
L’immagine che associamo a questa scelta è una cattedrale che condivide l’indirizzo con un club in un seminterrato. L’immaginario della preghiera porta solennità, mentre il contesto musicale contemporaneo impedisce alla scena di accomodarsi in un’unica stanza familiare.
L’ambientazione liminale: un portone sorprendentemente imponente in fondo alle scale di un locale notturno. Se vi piace questa incongruenza architettonica, la nostra guida alle Backrooms (in inglese) offre molte altre stanze che sembrano leggermente sbagliate.
Francia: Monroe, Regarde !
L’annuncio ufficiale della proposta francese descrive una miscela di opera, musical e pop. Monroe è cresciuta tra Francia e Stati Uniti e ha vinto Prodiges nel 2025. Il brano viene presentato come un inno all’amore.
Per questa playlist, il fascino sta nel cambio di scala. Un’impostazione vocale operistica può far sembrare improvvisamente enorme uno spazio a misura di pop. Nel nostro edificio immaginario, è il momento in cui il modesto corridoio si apre su una stanza dal soffitto quasi invisibile.
L’ambientazione liminale: il foyer vuoto di un teatro dopo l’uscita del pubblico, con un lampadario stravagante che si rifiuta di finire il turno.
Svezia: FELICIA, My System
FELICIA ha conquistato il sostegno sia della giuria sia del pubblico al Melodifestivalen, come riporta la sua biografia ufficiale. My System affronta il familiare problema di una persona che rimane nei tuoi pensieri nonostante ogni tentativo di andare avanti.
È la nostra scelta da ricordo patinato di un club: una pista da ballo riaffiora nella memoria, con ogni dettaglio lucidato più di quanto fosse nella realtà. Pensate alla nostalgia Eurodance con le luci alzate fino a far sembrare il passato sospettosamente nuovo.
L’ambientazione liminale: un club ormai chiuso, il cui tagliando del guardaroba è ancora nella tua tasca. La musica è tornata a casa; la sensazione no.
Lituania: Lion Ceccah, Sólo Quiero Más
Lion Ceccah porta con sé esperienze nella performance, nelle arti visive e nel teatro musicale. Il profilo ufficiale e il testo chiariscono che la canzone è multilingue: lituano e inglese affiancano il ritornello in spagnolo, e compaiono anche altre lingue.
Questo passaggio fra lingue si adatta alla sensazione notturna e di transito della nostra lista. Non esiste una lingua «sbagliata» per il brano di un paese; la parte interessante è come i cambi modifichino la percezione del luogo in chi ascolta. Il desiderio di avere di più può suonare come struggimento, anziché semplice avidità.
L’ambientazione liminale: un taxi attraversa una città che non conosci, mentre la radio te la fa sembrare per un momento familiare. Il gatto fissa il finestrino come se avesse importanti questioni in sospeso.
Una playlist che lascia spazio al disaccordo
Queste canzoni non devono appartenere allo stesso genere per condividere una playlist. Il filo che le unisce, per noi, è lo scenario che suggeriscono: un ufficio fuori orario, ghiaccio instabile, il foyer di un teatro, una pista da ballo ricordata con un’intensità appena eccessiva.
La seconda semifinale deve ancora arrivare, giovedì 14 maggio, e la finale seguirà sabato 16 maggio. Ci saranno altre canzoni ed esibizioni da considerare. Per ora, questa è una piccola deviazione dal tabellone dei punteggi verso sei luoghi immaginari. Portate le cuffie. Il gatto ha già imboccato il corridoio.
Traduzione italiana dell’articolo originale in inglese del 2026-05-13. Tradotto il 30 ottobre 2026 con assistenza IA; i riferimenti temporali restano quelli dell’originale.




