Lewis Carroll creò il Gatto del Cheshire che scompare in Alice nel Paese delle Meraviglie, noto in italiano anche come Stregatto. Non inventò la precedente espressione inglese sul sorridere come un gatto del Cheshire. Separare il personaggio dal modo di dire è il primo passo per comprenderne le origini.
Il modo di dire esisteva prima del Paese delle Meraviglie
L’espressione compare nell’edizione del 1811 del Dictionary of the Vulgar Tongue, dove descrive qualcuno che mostra denti e gengive mentre ride. È una prova diretta di un’espressione precedente a Carroll, senza dover identificare la prima occasione in assoluto in cui qualcuno la usò.
Una voce di dizionario ci dice che una frase circolava. Non spiega necessariamente come sia nata. La più antica citazione conservata non è il certificato di nascita di un modo di dire.
Un gatto aggiunto durante la revisione
Il catalogo dei manoscritti della British Library confronta Alice’s Adventures Under Ground con l’ampliato Wonderland. Fra le aggiunte individua il Gatto del Cheshire e il tè dei matti.
Il catalogo mette anche in guardia dai conteggi inesatti delle parole ripetuti in precedenti opere di consultazione, indicando per il confronto totali di 12.715 e 26.211 parole. Il punto letterario importante è l’ampliamento stesso: un personaggio ormai inseparabile da Alice non era presente nel manoscritto più breve.
Questo non stabilisce la motivazione personale di Carroll nel creare il Gatto. L’idea che abbia inventato deliberatamente una creatura capace di scomparire come battuta su un’etimologia mancante è un’interpretazione suggestiva, non una dichiarazione d’intenti documentata.
Che cosa fa il Gatto sulla pagina
Nel testo di Carroll, il sorriso del Gatto viene inizialmente spiegato con il semplice fatto che è un gatto del Cheshire. Più avanti, la conversazione con Alice fa dipendere l’utilità delle indicazioni da dove lei voglia andare.
La scomparsa trasforma un’espressione familiare in uno spettacolo impossibile: il sorriso rimane dopo che il resto dell’animale è sparito. Sul campo da croquet, la testa senza corpo crea un problema diverso al boia incaricato di decapitarla.
La mia lettura è che il Gatto faccia comportare il linguaggio come un oggetto fisico. Espressioni innocue nella conversazione ordinaria diventano problematiche quando vengono prese alla lettera. Le scene funzionano anche se il motivo originale dell’associazione fra la contea e il sorriso resta incerto.
Come leggere le diverse storie sulle origini
Storie su formaggi, insegne di locande e sculture nelle chiese vengono spesso proposte come spiegazioni. Una somiglianza o un legame geografico possono suggerire una possibilità, ma non dimostrano da soli che Carroll abbia visto un oggetto e l’abbia usato come fonte.
Anche l’argomento inverso richiede cautela. Il trasferimento di una famiglia dopo la pubblicazione di un libro non prova che l’autore non avesse mai visitato prima quella zona. E non riuscire a trovare un vecchio oggetto non prova che non sia mai esistito.
Per questo, qui non viene proclamata vincitrice una teoria preferita sulle origini. Per stabilire un’ispirazione specifica servirebbero prove più solide, come una lettera datata, una pagina di diario o un resoconto contemporaneo che espliciti il collegamento.
Un sorriso abbastanza grande per l’astronomia
Il nome ha viaggiato oltre la letteratura. Il resoconto dell’osservatorio Chandra sul gruppo di galassie del Gatto del Cheshire descrive una disposizione simile a un volto, in cui la luce deformata da una lente gravitazionale forma un sorriso. Il soprannome è un’analogia visiva, non l’affermazione che il sistema astronomico si comporti come il personaggio di Carroll.
È una distinzione utile ogni volta che nomi letterari migrano nella scienza: un’immagine familiare può introdurre un’idea senza sostituirne il meccanismo reale.
Che cosa possiamo dire con sicurezza
L’espressione sul sorriso precede Alice nel Paese delle Meraviglie. Carroll la trasformò in un personaggio dotato di capacità straordinarie. I manoscritti mostrano che il personaggio arrivò durante l’ampliamento della storia. La causa originale del modo di dire è una questione separata.
Il Gatto non diventa meno interessante quando smettiamo di fingere che ogni dettaglio della sua genealogia sia risolto. Un sorriso può essere perfettamente riconoscibile anche se è difficile ricostruirne la storia. La nostra storia delle superstizioni sui gatti neri (in inglese) esplora un altro caso in cui i racconti sui gatti accumulano significati nel tempo.
Traduzione italiana dell’articolo originale in inglese del 2026-09-14. Tradotto il 30 ottobre 2026 con assistenza IA; i riferimenti temporali restano quelli dell’originale.




